Attenzione, il referendum e' DE FACTO l'unico strumento ad oggi in nostro possesso per cancellare le malefatte di una classe politica, maledetta, sporca, egoista, truffaldina e prepotente.

NON lasciamo che venga considerato inutile ignorando anche questa chiamata alle armi (democratiche). Bisogna andare a votare, e votare per il nostro interesse. Infomatevi bene visto che la RAI non lo fa, fatelo da soli leggete articoli e tendenze, fate quello che volete ma andate a votare.

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La rete tanto bistrattata sta dando una mano SERIA a contrastare il silenzio del regime berlusconiano.

Quello che e' in ballo sono la base di una nazione sana e democratica. La differenza fra il SI od il NO puo essere riassunta cosi:

terra

Ricordate il 12-13 anche se sara' bel tempo, anche se volete andare al mare.... ANDATE A VOTARE, o la prossima volta al mare non cipotrete piu andare perche starete ai ceppi!!!.

 

Ed allora...

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Referendum popolare N° 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO


Quesito n. 1 – referendum acqua pubblica – abrogazione affidamento servizio ad operatori privati
Il primo quesito sulla privatizzazione dell'acqua pubblica intende cancellare le attuali normative che impongono il concetto di acqua come merce e la sua gestione privatistica.
Il referendum persegue l'intento di limitare gli eccessi delle cosiddette “privatizzazioni” della gestione dei servizi pubblici locali che sono la gestione dell'acqua, rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas. L’abrogazione richiesta  è diretta sostanzialmente a restringere, rispetto alle regole concorrenziali minime comunitarie, le ipotesi di affidamento diretto e, in particolare, di gestione in house dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e sociale.

Si deve votare SI se si è contro la privatizzazione dell’acqua e contro la gestione dei servizi idrici da parte di privati.

 

Referendum popolare N° 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO

Quesito n. 2 – referendum acqua pubblica – abrogazione calcolo tariffa secondo logiche di “mercato”
Il secondo quesito sulla privatizzazione dell'acqua pubblica riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma.
Il fine perseguito è quello di escludere il profitto tra le motivazioni accettabili di chi gestisce il servizio idrico integrato, nell'ottica di fondare "un sistema coerente con il riconoscimento dell’acqua come bene comune".
Le motivazioni del referendum seguono tre direttrici: a) far sì che il servizio idrico non sia gestito con la logica del profitto

Si deve votare SI se si è contro la norma che permette il profitto (non il recupero dei costi di gestione e di investimento, ma il guadagno d'impresa) nell'erogazione del bene acqua potabile.

 

Referendum popolare N° 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO

Quesito n. 3 referendum energia nucleare.
Il terzo quesito intende abrogare la norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”. Si tratta di una parte del decreto legge recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge “con modificazioni” il 6 agosto dello stesso anno. Il fine intrinseco del referendum consiste dunque nell’intento di impedire la realizzazione e la gestione di tali centrali, mediante l’abrogazione di tutte le norme che rendono possibile questo effetto, con la conseguenza che l’elettore possa esprimersi su di una questione ben determinata nel contenuto e nelle finalità.

Si deve votare SI se si è contro la costruzione di Centrali Nucleari in Italia

 

Referendum popolare N° 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO

Quesito n. 4 – referendum legittimo impedimento.
Il quarto quesito intende abrogare la legge sul legittimo impedimento, dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità della leggela Cortedi Cassazione ha autorizzato, con ordinanza, lo svolgimento del referendum.
«Il legittimo impedimento è l’istituto che permette all’imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula. In caso di assenza ingiustificata bisogna distinguere se si tratta della prima udienza o di una successiva…»
L’elettore è posto dinanzi all’alternativa di eliminare, ovvero di conservare, una disciplina differenziata del legittimo impedimento a comparire in udienza, applicabile ai soli titolari di cariche governative.
La norma attuale permette al Presidente del Consiglio e ai ministri di non essere costretti a comparire in tribunale per un'udienza penale se sopraggiungono impegni di carattere istituzionale.La Cortecostituzionale ha già recentemente ridimensionato la norma, lasciando al giudice la decisione in merito e non all'imputato. Un'eventuale vittoria del Sì la cancellerebbe del tutto.

Si deve votare SI se si è contrari al principio che Presidente del consiglio o ministro possano decidere di non comparire in tribunale nei processi che li riguardano.

 

Ricordate il 12 ed il 13 GIUGNO bisogna andare a votare o potrebbe essere l'ultima volta che avte la possibilita' di NON farlo!!!



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